OVER GENERATION: nei prossimi mesi la sovra produzione energetica dissipata in Europa potrebbe toccare i 40 terawattora
Il 2025 segna un traguardo storico nella transizione energetica: le fonti rinnovabili hanno superato il carbone nella generazione elettrica europea. Tale traguardo è stato raggiunto in poco più di un decennio, trainato dalla drastica riduzione dei costi delle tecnologie solari ed eoliche, dalle politiche di incentivo pubblico e dalla strategia dell’Unione Europea volta a garantire la propria indipendenza energetica a seguito della crisi del gas del 2022.
Ad un primo sguardo apprendere questa notizia potrebbe rinfrancare e far intendere che questo sia un passo positivo, ma la realtà è che questo fenomeno sta aprendo una nuova fase della transizione energetica: l’over generation.
A questo rapido cambiamento verso le rinnovabili, infatti, non ha fatto seguito un adeguamento della capacità di assorbimento della rete.
È proprio questa la ragione dei numerosi e sempre più frequenti blackout energetici.
Il problema si verifica principalmente nelle ore diurne in cui il sole la fa da padrone e così la produzione fotovoltaica può superare la capacità di assorbimento della rete e/o della domanda.
La questione si espande inevitabilmente al mercato: se l’offerta di energia supera la domanda, il valore dell’energia prodotta crolla o addirittura va in negativo in quanto i produttori piuttosto di spegnere gli impianti sono disponibili a pagare per il ritiro dedicato e non più ad incassare, come facevano prima, per lo stesso servizio. Ecco perché il fenomeno dei prezzi negativi sta diventando sempre più comune: chi immette energia nella rete nei momenti di picco rischia infatti di dover pagare per farlo (a meno che non decida di spegnere l’impianto – curtailment commerciale).
Non si tratta di vere e proprie sanzioni, ma sono chiaramente delle penalizzazioni economiche indirette a cui si sommano degli obblighi di adeguamento tecnologico (es: sistemi per il teledistacco), pena la perdita degli incentivi GSE e gli eventuali costi di sbilanciamento (penale economica calcolata dal Gestore del Mercato per coprire i costi necessari a riequilibrare la rete in tempo reale).
Il fenomeno è sempre più diffuso tanto che stime di Bloomberg indicano che nei prossimi mesi la sovra produzione energetica dissipata in Europa potrebbe toccare i 40 terawattora, eguagliando il fabbisogno elettrico annuo della Greater London!, il distretto industriale di Londra
Che fare allora con questo surplus di produzione?
Siamo di fronte a un vero e proprio paradosso in cui il problema non è più produrre energia pulita, ma farlo quando l’energia serve, cercando di utilizzarla tutta senza gravare sulle reti elettriche nazionali.
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