Gli italiani vogliono prodotti sostenibili.

La sostenibilità è in parte una risposta a bisogni inconsci - sostiene Monica Fabris, sociologa - come la paura e il ruolo della crisi è stato decisivo, in questo, per dimostrare l'insostenibilità di molti comportamenti.
Sono i giovani italiani a far registrare la maggior attenzione verso l'ambiente e ad avere una chiave di lettura moderna (non solo di denucia verso chi inquina o di desiderio verso un nostalgico ritorno al passato) della sostenibilità e ad essere disposti a pagare per comportamenti più virtuosi.
I giovani tendono a rivolgersi ai big di mercato per i loro acquisti quando individuano in essi atteggiamenti eco-friendly. Un dato sul quale riflettere - confermato da Sergio Veroli, presidente di Consumers' Forum - quello della disponibilità a spendere anche un 10% in più per prodotti che rispettino l'ambiente e la sicurezza sul lavoro, in un periodo in cui i soldi a disposizione del cittadino sono meno.

Le aziende che adottano politiche più lungimiranti non hanno tardato a far conoscere la loro risposta.
Coca Cola HBC Italia dedica una giornata e mezzo all'anno alla formazione ambientale dei dipendenti e ha già iniziato una politica attiva di eisparmio energetico e di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso l'installazione di impianti di cogenerazione (che nello stabilimento di Verona ha aumentato l'efficienza dell'83%) e fotovoltaici.
Heineken ha pianificato una riduzione del 40% delle emissioni di CO2 e del 25% del consumo di acqua entro il 2020.
Procter&Gamble ha dimezzato la produzione di rifiuti e CO2, alimenta i propri stabilimenti con energia proveniente da eolico e fotovoltaico e ha in programma di efficientare la logistica, spostando il 30% del trasporto su rotaia.
L'Oreal lavora per sfruttare le proprietà cosmetiche degli zuccheri naturali, valutati in modo animal free, e per ridurre il peso degli imballaggi, comunque prodotti con materiali riciclabili. Oltre che per ridurre il consumo di acqua e di rifiuti e per aumentare l'efficienza energetica dei propri stabilimenti produttivi.

Stiamo raccogliendo informazioni "verdi" anche su piccole e medie realtà locali. A breve vi segnaleremo anche il loro contributo alla sostenibilità.

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