Case attrezzate per l"uomo qualunque": abitare democraticamente sostenibile

Si fa' un gran parlare di edifici a basso impatto ambientale, di comfort abitativo e di soluzioni, frutto di una progettazione integrata e consapevole, in grado di determinare un considerevole risparmio energetico e un abbattimento delle emissioni di CO2 in atmosfera. Bene, anzi ottima cosa che se ne parli, possibilmente con cognizione di causa e utilizzando termini comprensibili da chiunque.
Ma la domanda chiave è: si può parlare di abitare di qualità alla portata di tutti? è compatibile un abitare confortevole e sostenibile per l'ambiente con un abitare economicamente accessibile?

case-popolari-quartiere-corvialeLa storia dell'edilizia italiana non fa' memoria di molti esempi virtuosi nei quali siano stati abbinati con successo qualità abitativa e accessibilità economica delle opere.
In Italia, i primi del '900, è stata promulgata la prima legge (legge Luzzatti) sull'edilizia economica avente lo scopo di regolamentare il principio della solidarietà e della giustizia sociale a favore di un miglioramento della qualità della vita delle fasce di popolazione meno abbienti, principalmente attraverso la costruzione delle "case popolari". L'eredità lasciataci oggi non è solo quella di "casermoni" stile alveare costruiti con l'obiettivo principale di ridurre al minimo i costi di realizzazione e che richiesero di conseguenza frequenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Le intenzioni, almeno in origine, erano ben altre come si evince nello stralcio riportato in seguito tratto dallo studio condotto da D. Orano nel quartiere Testaccio (1905-10) che portò alla creazione del Comitato per il Miglioramento Economico e Morale di Testaccio – composto oltre che dal sociologo e da esperti di costruzioni, da persone di qualsiasi estrazione culturale e sociale – e alla progettazione di due nuclei abitativi.
"Non si può certo negare l’utilità di cercare nella decorazione della casa popolare, sia pure con la semplicità imposta dalla ragione economica, il raggiungimento di un qualche effetto che la faccia apparire, anche agli occhi del modesto operaio, qualche cosa di diverso dalla vecchia ed opprimente casa che egli abitava […] Una casa popolare che, insieme ad una buona distribuzione degli appartamenti unisca un bello aspetto esteriore, è preferita ad un’altra […] e dove questo vi è si nota una maggior cura da parte degli inquilini nella buona tenuta del loro alloggio e in tutto ciò che è comune con gli alloggi del medesimo quartiere […] Una casa che piace si tiene con maggiore riguardo, ciò vuol dire che esercita anche una funzione educativa in chi la abita".
case-popolari-italiaCase promosse dall’Istituto per le Case Popolari con lo slogan: la casa sana ed educatrice. Case dignitose, con cortili o giardini comuni in cui trascorrere il tempo libero e far giocare i bambini, costruite con materiali durevoli, a più piani o a schiera per abbattere i costi ma possibilmente alternando corpi di fabbrica con altezze diverse e rientranze.


In America, nel periodo del boom post-bellico, Joseph Eichler costruì circa 11.000 abitazioni caratterizzate dall'inserimento di nuovi materiali, economici ma affidabili, da linee estetiche disadorne ma pulite e dignitose, da spazi aperti, ampie vetrate e lucernari in grado di "portare all'interno l'esterno", travi a vista e solai in calcestruzzo (ispirati a F. L. Wright e Mies van der Rohe). Naturalmente queste case, che nelle intenzioni di Eichler dovevano incarnare il sogno americano, portavano in "dote" gli elettrodomestici, gli apparecchi e gli impianti più moderni per l'epoca, tra i quali il riscaldamento radiante a pavimento. Ciò che differenziò Eichler dalla maggior parte dei costruttori di massa, fu il progettare con lo scopo di rendere l'abitazione democratica. Una casa in grado di esprimere il sogno americano, di trasmettere ottimismo e speranza, di rendere accessibile un'abitare di qualità a chiunque indipendentemente dalla classe sociale, dall'appartenenza politica, religiosa o di razza.

E oggi qual è e quale invece dovrebbe essere il ruolo dell'edilizia sociale e dei piccoli o gradi studi di progettazione? senza alcun esitazione quello di progettare e realizzare abitazioni ecosostenibili a costi accessibili.
Per ora, nel maggio 2011, il Comitato Interministeriale della Programmazione Economica ha approvato un programma di sviluppo per la costruzione di oltre 15.000 alloggi popolari con un investimento pari a circa 2.700 miliardi di euro. I propositi dovrebbero essere quelli di evitare architetture intensive ed anonime e la creazione di "ghetti" e quartieri/dormitorio senza servizi a favore della realizzazione di "mix abitativi", ovvero case i cui assegnatari appartengano a classi di reddito diverse, proprio allo scopo di favorire l'integrazione sociale.
riqualificazione-comune-monteforteCi sono poi (per fortuna aggiungiamo noi) singoli interventi di edilizia popolare moderna su edifici che comprendono pochi alloggi o riqualificazioni architettoniche ed energetiche di piccoli comuni.

Dando uno sguardo all'edilizia privata, mercato che ci appartiene, la compatibilità tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e contenimento dei costi di costruzione sembra non essere stata ancora raggiunta.
Qual è la tua esperienza al riguardo? lasciaci un post ed esprimi la tua opinione.

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